VIAGGIO IN GIAPPONE Giorno 9 (Ultimo Giorno)

04/05/15

VIAGGIO IN GIAPPONE Giorno 9 (Ultimo Giorno):
È una bella sera di giugno del 2001. C'è fresco e siamo tutti in campagna, nella casetta dell'orticello dei miei addobbata a festa. Tutti, amici e parenti, stiamo festeggiando la prima comunione di mio fratello. Abbiamo cenato tutti molto bene e adesso grandi e piccoli ci divertiamo con un po' di giochi e musica. In particolare una figlia di amici dei miei chiede di poter mettere nello stereo il suo cd preferito di quando va a ballare latino americano. Anche se è del mio stesso paesino, è la prima volta che la noto. È molto carina. Ma è inutile che la guardo. Lei ha sedici anni e forse è già impegnata. Io invece ne ho solo 13 e non mi cagano più neanche le compagne di classe, che ormai pensano a quelli più grandi. Balla molto bene e le altre bambine invitate la seguono per imparare i passi. Poi il cd finisce e iniziamo a parlare. Le racconto che proprio domani mattina ho la prova orale dell'esame di terza media. Le prove scritte sono andate bene. Per la tesina ho preparato il Giappone, la bomba atomica e le centrali nucleari. Ho anche preparato un modellino della futura stazione spaziale perché da grande voglio fare l'astronauta. Infatti mi sono già iscritto allo Scientifico e poi farò Ingegneria Aerospaziale. Lei mi ascolta interessata. Anche se a momenti mi sembra che mi guardi solo come guarderebbe un bambino un po' più insolito degli altri. Le racconto anche che domani mattina devo parlare di nuovo di un compito che ho fatto nelle vacanze di natale e che è piaciuto molto alla mia professoressa di storia. Ovvero un tema da fare a casa, su un viaggio immaginario che vogliamo fare da grandi. E siccome vedo che lei è ancora attenta, le spiego che io nel mio compito a casa immagino di essere nel futuro, fra 14-15 anni, nel 2015, e di fare il giro del mondo e vedere tante città. E fra le città più importanti che immagino di visitare in questo giro del mondo nel 2015 c'è Tokyo, perché così mi ricollego anche per la tesina sul Giappone e con la storia della bomba atomica. E poi soprattutto perché a Tokyo c'è il disegnatore di DragonBall. E se io da grande non riesco a fare l'astronauta voglio fare il disegnatore di cartoni animati (mmm... forse ho sbagliato a dirle quest'ultima cosa dei cartoni animati: sono sicuro che adesso mi vede ancora di più come un bambino).
Comunque con tutti questi discorsi si sono fatte le 3 del mattino. E io mi ricordo che domani mattina ho la prova orale dell'esame di terza media!
~~~
L'esame di terza media alla fine andò molto bene. E dopo cinque anni andò molto bene anche quello della Maturità. Un po' meno bene è andata l'università. Ma vabbe, sono contento lo stesso. Sì sa, in 15 anni ci possono essere alti e bassi.
Alla fine non sono diventato un astronauta.
E neanche un disegnatore di cartoni animati. 
Eppure la cosa che mi fa sorridere di più è pensare che io quel viaggio immaginario nel 2015 a Tokyo l'ho fatto davvero. 
E l'ho fatto con quella ragazza che quella sera aveva sedici anni, ballava bene e che mi ascoltò fino alle tre del mattino.
Perché quella ragazza era Marianna.
Notte 
Continua...

VIAGGIO IN GIAPPONE Giorno 8

04/05/15


VIAGGIO IN GIAPPONE Giorno 8:
Sei qui da una settimana e li guardi che mangiano divisi in gruppetti sul prato, che prendono il sole in coppia, che ridono fra amici e amiche, che portano a spasso il cane o che si aiutano a vicenda col bastone. Anche se il venticello spazza i ciliegi in fiore e fa diventare tutta la scena molto poetica e luminosa, capisci che sono esseri umani come noi. Forse un po' più perfezionisti sui dettagli e un po' più tecnologici di noi. Ma anche loro lavorano (e tanto) e hanno l'espressione concentrata di chi deve pensare a mille cose. E sono umani soprattutto quando si addormentano in metropolitana con la faccia evidentemente stanca dopo la giornata di lavoro. E adesso sei qui, in un parco bellissimo che è fatto da tre enormi giardini. Uno inglese, uno francese e un altro ovviamente giapponese. Tu sei seduto in quello inglese. Il ristorantino dove volevi mangiare era pieno fino alle 2 del pomeriggio. Quindi decidi di ripiegare nuovamente sul take away. Paghi il biglietto per il parco e entri con la tua bustina della spesa. Scegli il posto come fai quando arrivi in spiaggia e cerchi dove mettere l'ombrellone. Ti togli il giubbotto, lo metti per terra e ci metti sopra zaino e pranzo. Ti siedi a gambe incrociate direttamente sull'erba, come un bambino. Il sole ti bacia dritto in faccia. Il venticello è un po' fresco ma ti regala lo spettacolo della pioggia dei petali dei ciliegi, quindi sei contento. 
Mangi i noodles e 2 palle di riso come faceva Goku e poi ti alzi per andare a fare una passeggiata. Tutti fanno il picnic o si fanno il selfie con i fiori dei ciliegi. E anche tu ti metti a fotografare ogni ramo in fiore, quasi ti volessi portare a casa tutto il parco. Perché sai che cercare di raccontarlo non sarà facile, anche con le foto e con i video. Poi il giardino inglese finisce e arrivi in quello giapponese. Silenzio e pace. Più che un posto, ti sembra uno stato della mente, un luogo astratto. Ci sono un laghetto, due ponticelli in legno, un ruscellino artificiale e una sorta di antica scultura giapponese in pietra scura. Dall'acqua si affaccia una tartaruga che sembra non volersi muovere troppo per non farsi riconoscere. Qui vedi molte meno persone. E la maggior parte di loro sono addirittura sedute sulle panchine di una zona rialzata rispetto al giardino, quasi come se il giardino fosse un fondale e loro stessero contemplando uno spettacolo che non dev'essere disturbato. Tu invece passi su uno dei due ponticelli e ti sembra di disturbare l'equilibrio perfetto di quel quadro. Poi gli alberi dall'altra parte del ponticello riescono a nasconderti e non disturbi più nessuno. È incredibile pensare che a soli cento metri, oltre quegli alberi, inizia la stazione più grande della città, quella che detiene il record di milioni di persone che ci passano ogni giorno. Una città sotterranea, un mostro, un labirinto con centinaia di uscite che lo ricollegano alla luce e alla superficie. E forse questo mostro di cemento sotterraneo passa anche sotto i tuoi piedi adesso che sei al parco. O forse sei tu che ormai senti la metropolitana dappertutto. Finisci il giro e per pochi yen compri un bicchiere di miso caldo, una specie di minestra molto buona. Il bicchiere è lo stesso di quando ti servono un the, ma il contenuto finisci di mangiarlo con una forchetta. 
Poi saluti il parco e ti rituffi nel caos del quartiere più affollato. Prima di andare al parco, stamattina, per prima cosa, ti sei fatto una bella passeggiata tutto intorno alle mura del Palazzo Imperiale. E anche li ciliegi e pace e gente che va a correre e a passeggiare. 
Ora sei in fila dentro il palazzo del municipio. Poi sei in un ascensore con altre dieci persone. L'ascensore si apre e ti ritrovi al 45esimo piano del palazzo, uno spazio enorme pieno di negozietti di souvenir e un bar lounge e fighettino per chi vuole sentirsi il re da qui sopra. È tutta una vetrata. Quindi vedi benissimo tutta la città in tutte le direzioni. E ti rendi subito conto di una cosa. In qualunque direzione guardi, non vedi la fine della città. L'orizzonte è città in tutte le direzioni. Solo non riesci a vedere il monte Fuji, perché c'è un po di foschia. Scatti foto e fai video e cerchi di capire dov'è il tuo albergo in mezzo a tutto quel fiorire di palazzi. Cerchi gli edifici e i monumenti che hai già visitato. Vedi che la Tokyo Tower -la replica della Tour Eiffel- sembra niente vicino a tutti gli altri palazzi. A Parigi la Tour Eiffel svetta perché è l'unica cosa che arriva a 300 metri di altezza. Qui invece la Tokyo Tower è solo la vecchia antenna delle telecomunicazioni. L'unico edificio che supera davvero tutti gli altri è l'Albero del cielo, lo SkyTree. Poi rientri in ascensore. Le orecchie ti si tappano un po' mentre scendi di 200 metri in meno di un minuto. Torni con i piedi per terra e vedi che qui ci sono già le gigantografie del logo delle olimpiadi del 2020. E poi vedi che la città è piena di manifesti e di cartelloni pubblicitari che ti ricordano che stasera qui esce l'ultimo film del tuo cartone preferito di quando eri ragazzino. Proprio il cartone di quando sognavi di venire qui e mitizzavi questo posto e idealizzavi questa città. Perché ancora prima di fare l'astronauta, il tuo sogno era quello di venire qui a disegnare i cartoni animati dei tuoi idoli. Ora che l'hai vista dall'alto e da sottoterra, capisci che sì, è una città molto grande e molto avanti. Ma hai anche visto che, in fondo, è fatta della stessa sostanza di cui è fatta la città dove sei nato tu. Forse sembra una visione del futuro. Ma è pur sempre una città. Una città umana.



Fabietto 


Continua...

VIAGGIO IN GIAPPONE Giorno 7

04/05/15

VIAGGIO IN GIAPPONE Giorno 7:
Oggi le tue due parole chiave sono divertimento e tecnologia.
Divertimento perché vai sull'isola che qui hanno costruito apposta per andare a fare shopping e per svagarsi nel tempo libero. Immensi e imponenti centri commerciali, saloni dell'auto e grandi sale-giochi per tutte le età.
Tecnologia perché su quest'isola non ci arrivi con la normale metropolitana che ormai ti sta diventando ogni giorno un po più familiare. Ma con una monorotaia completamente automatizzata che passa su un ponte che sembra costruito nel futuro e si ferma in stazioni che sembrano spaziali.
Arrivi sull'isola che sembra tutto un grande set cinematografico. Non fai in tempo ad uscire dalla monorotaia che inciampi nella hall di un Hotel di lusso. Esci e vedi che a qualche centinaio di metri su quest'isola stanno facendo una gara di macchine da tuning. Un evento che altrove avrebbe catturato, da solo, l'attenzione di tutta una città. Invece quello che stai vedendo tu sembra essere solo una piccola festicciola fra amici.
Entri in uno dei grandi centri commerciali dell'isola. E ti ritrovi in un mondo di sette piani di shopping e svago. Riesci ad uscirne solo dopo qualche ora, e comunque qualche yen gliel'hai dovuto lasciare pure tu. E per la prima volta hai ceduto alla tentazione di farti fare una caricatura come fanno tutti i turisti. Fuori ti aspetta la statua di un gundam, un robot gigante, dove vedi che tutti si stanno facendo la foto o il selfie.
Ti fai il selfie pure tu e poi punti verso un altro centro commerciale. Mentre percorri lo spiazzo che ti separa dall'altro grande centro commerciale, ti fermi ad ammirare intere aiuole di tulipani. E per un attimo ti sembra di essere ad Amsterdam. Poi entri e sei a Roma. Sei in Italia. Tutto il centro commerciale non è altro che un grande set ambientato in una idealizzazione dell'Europa. Colonne, fontane, balconcini, archi, capitelli. Una strada si chiama "LA VIA DELLA BELLEZZA". Alzi gli occhi e vedi che hanno dipinto pure il cielo con delle nuvole leggere. Ti sembra di essere davvero in un posto europeo che forse neanche esiste, ma che è la fusione di strade romane con strade parigine e londinesi. Ci sono un sacco di ristoranti e bar italiani. Poi arrivi in fondo ad una delle vie e sei ancora a Roma, ma davanti a una chiesa. Ti chiedi come facciano le commesse di quei negozi a stare li dentro ad ammirare un cielo dipinto tutto il giorno. Mentre stai per uscire, due di loro vicine ad una riproduzione della Venere di Botticelli ti invitano a farti la foto con la copia della bocca della verità. Poi entri in un salone dedicato alle macchine del futuro. Poi, dopo la volta di Amsterdam e Roma, è il turno di NewYork, infatti ti fai la foto con una riproduzione in scala della statua della libertà. Ma la cosa più bella è che da questo punto tu puoi vedere benissimo tutti i grattacieli e il ponte della città. Poi ciao ciao all'isola del divertimento e risali sulla monorotaia. Scendi nel centro città e vai dritto in un market che sai che vende quello che ormai è il tuo dolce preferito. Vai farti un selfie sottoa replica della torre Eiffel. E dopo Amsterdam, Roma, NewYork, oggi hai il tempo di sentirti anche un po' a Parigi . Poi inizia a piovere. Sei uscito di casa stamattina che c'era il sole e avevi caldo. Quindi non hai l'ombrello. E decidi di cambiare i tuoi programmi. Entri in un market e prendi qualcosa da mangiare 'take away': oggi ceni in camera.
Con le forchette. 

Buonanotte 
Fabietto 
Continua...